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Cenni storici

Piazza Monteforte
Un campanile bianco a piani digradanti, sottile e altissimo che svetta su un mare verde di vigneti:
ecco Monteforte d'Alpone, cuore del bianco Soave classico.
Posto all'estremo sud della Val d'Alpone, con i suoi 1900 ettari di terreno agricolo, 1500 dei quali a vigneto e con circa 1000 aziende iscritte all'albo, è il paese a più alta densità viticola del Veneto e forse anche d'Italia.
Un rapporto stretto, ostinato e atavico, questo che lega l'uomo ad una terra coltivata quasi tutta a vigneto, fin nelle zone collinari più impervie, là dove il terreno spesso si presenta come più vocato perchè il vitigno garganega dà i suoi esiti migliori proprio sulle alture e la movimentata orografia di questa zona fa di Monteforte un luogo privilegiato per una produzione qualitativamente interessante.
Monteforte dall'alto
Colline
Il paese deve il probabilmente il nome alla funzione difensiva assegnatagli dai Romani, che lo vollero a protezione della via Postumia: in seguito, nel X sec., vi fu eretto anche un castello a difesa dalle scorrerie degli Ungari, sui pochi resti del quale oggi sorge la chiesetta di S. Antonio Abate, patrono del paese.
Diventato feudo dei conti Sambonifacio, nel 1207 Monteforte passò ai vescovi di Verona, ai quali rimase fino al 1705, in cambio dei diritti di questi ultimi su Legnago, Tregnago e altre località.
Fino all'età napoleonica rimase sottoposta alla giurisdizione dei vescovi, che nominarono un Vicario col compito di esercitare la giustizia civile e di sovrintendere all'amministrazione della comunità. Nel 1810 infine Monteforte divenne capoluogo del Cantone VIII, aggregando anche le frazioni di Brognoligo e Costalunga che dal Duecento erano Comune autonomo.
Per chi arriva dalla strada provinciale il colpo d'occhio sul paese è di sicuro effetto: un gruppo di case disteso in una conca verdissima, screziata in primavera dal bianco delicato di mandorli e ciliegi.
Data la sua posizione, ancora oggi la maggiore risorsa economica del paese è data dall'agricoltura e dalla vitivinicoltura in particolare, alla quale sempre più negli ultimi anni si accosta un'industria versata soprattutto nel settore tessile.